Tag Archives: Partito Pirati Germania

Se i pirati affondano

Gli ultimi sondaggi elettorali confermano il crollo dei consensi

La nave dei pirati sta cominciando ad imbarcare sempre più acqua, e la possibilità di un salvataggio si fa sempre più complicata.  Fondato sul modello del proprio omologo svedese nel 2006, il Piraten Partei tedesco era riuscito, tra la fine del 2011 e l’inizio di quest’anno, a ritagliarsi uno spazio importante nella politica nazionale, conquistando l’accesso a 4 parlamenti regionali (Berlino, Nord Reno-Vestfalia, Schleswig-Holstein e Saarland). Nei sondaggi elettorali pubblicati lo scorso Maggio, la percentuale che veniva loro attribuita a livello nazionale si attestava attorno al 13%: un risultato clamoroso, capace di modificare gli equilibri politici del paese.

Tuttavia, sembra che il giocattolo si sia rotto. Secondo gli ultimi sondaggi resi noti Venerdì scorso dalla ZDF, solitamente attendibili, i Pirati non andrebbero oltre il 4% dei consensi, restando al di sotto della soglia di sbarramento fissata al 5%. E’ il punto più basso di una tendenza cominciata qualche mese fa, che ha visto la fiducia nel partito crollare vertiginosamente. A mio avviso, è molto interessante capire i motivi politici che stanno alla base di questo evento. In tempi di crisi, infatti, i movimenti politici che si propongono come alternativi rispetto al sistema di potere vigente hanno buon gioco a cavalcare l’onda del malcontento popolare, e possono raccogliere risultati interessanti. Anche in Italia abbiamo la possibilità di osservare come il termine “nuovo” sia diventato il nuovo mantra della politica, il quale sarebbe capace di scacciare i fantasmi del passato recente. Se il promettere  risulta sempre molto facile, tuttavia, si sa che il mantenere è tutt’altra cosa. In questo senso, il Piraten Partei non è un’eccezione.

Aspre polemiche interne fra dirigenti, infiltrazioni di estrema destra, accuse riguardo ad una grave mancanza di democrazia interna al partito, dimissioni e scandali: questa è stata la prassi che ha caratterizzato i Pirati negli ultimi mesi, per la gioia della stampa scandalistica nazionale. In certi ambienti, in effetti, non si aspettava altro che una buona occasione per mettere alla berlina questo movimento, che aveva avuto l’ardire di proclamarsi alternativo rispetto al consueto svolgersi della politica nazionale. Facile immaginare come queste continue lotte intestine abbiano causato una forte disaffezione nei confronti dei Pirati, sia da parte di quelli che li avevano sempre scrutati con sospetto, e hanno trovato una conferma dei loro dubbi, sia da parte di coloro i quali avevano simpatizzato per loro, credendo nell’aura di novità di cui si erano ammantati.

Il Piraten Partei ha fallito quella fondamentale prova di maturità che l’ingresso nei palazzi del potere sottintendeva. L’aggravante è rappresentata dal fatto che i Pirati si trovano all’opposizione in tutti i parlamenti regionali in cui sono presenti, quindi non si sono trovati a dover affrontare i problemi concreti che il governare implica. Stare all’opposizione è sempre più facile (se non ti chiami PD), ciononostante il Piraten Partei non è riuscito a continuare quel percorso politico che aveva intrapreso. Oltre agli scandali, che comunque testimoniano una situazione fuori controllo, c’è anche una motivazione strettamente politica, testimoniata perfettamente da una frase pronunciata da Sebastian Nerz, già rappresentante federale dei Pirati: “Non abbiamo un’opinione precisa rispetto alla crisi”.

 L’affermazione è emblematica, anche perché si può applicare potenzialmente a tutti i contenuti politici che caratterizzano il Piraten Partei. A parte alcune affermazioni di carattere populistico come “reddito minimo per tutti”, “no al copyright”, “si alla liberalizzazione dell droghe leggere” e via dicendo, infatti, è costantemente mancata una visione politica della situazione attuale e del mondo in generale. Se, a breve termine, il possedere delle linee guida molto vaghe ha permesso al partito di raccogliere un gran numero di consensi, si è rivelato il suo peggior limite sul medio termine. Il fatto è che si può essere alternativi finché si vuole, ma non si potrà mai evitare di proporre una certa visione del mondo e dell’economia, un’opinione sulla conformazione del capitalismo e della società attuale, una ricetta per quanto riguarda la soluzione della crisi contemporanea.

Per questo occorre diffidare di tutte quelle ricette facili e attraenti che vorrebbero “rottamare”  la politica tradizionale. Non dimentichiamoci come i movimenti di estrema destra, che trovarono il loro nutrimento nel malcontento causato dalla crisi economica dopo la prima guerra mondiale, ebbero il loro punto di forza presso le masse proprio nella volontà di “liquidazione” nei confronti della classe dirigente al potere. Per questo mi spaventa vedere la scena dominata, da una parte, da una politica vecchia e corrotta, dall’altra da un impulso verso il nuovo che sembra più un delirio futuristico che una proposta concreta e costruttiva.

Riccardo Motti

In alto a sinistra: pirati in festa nel Saarland, copyright zeusnews.it; al centro vignetta, copyright ciurmanautilus.blogspot.com; in basso a sinistra Sebastian Nerz, copyright zeit.de

Advertisements
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Elezioni 2013 in Germania

Prospettive e possibili scenari futuri

Tra poco più di un anno, a Settembre 2013, l’elettorato tedesco sarà chiamato alle urne per eleggere il prossimo governo. Alla luce della situazione economica e politica nella quale l’Europa contemporanea si è venuta a trovare, l’importanza di questo risultato è fondamentale per capire quale tipo di scenario ci possiamo aspettare. Al di là del vincolo indissolubile che lega i destini economici dei paesi membri dell’Unione, sta di fatto che l’economia tedesca è riuscita a rimanersi a galla, diventando una sorta di ultimo appiglio al quale la fiducia degli investitori si sta ancorando. La posizione di egemonia che il paese possiede rende dunque molto interssante l’analisi delle possibilità politiche che le nuove elezioni potranno aprire.

Se verranno confermate le tendenze che, da un anno a questa parte, hanno caratterizzato lo scenario politico tedesco, è necessario in primo luogo notare come una reiterazione dell’attuale coalizione di governo, che vede la CDU (Cristianodemocratici) della Merkel affiancata all’FDP (Liberali), sia impossibile per almeno due motivi. Il primo è che, sia nei sondaggi che negli effettivi risultati delle elezioni regionali, i Liberali sono scomparsi dalla scena politica. Le cause di questa disaffezione degli elettori sono da ricercarsi sia nel mutamento della situazione economica che in problemi interni al partito, che ha visto il ministro dell’economia Rösler avvicendarsi a quello degli esteri Westerwelle. Quest’ultimo, molto discusso e poco amato nel paese, non ha perso occasione per schierarsi contro gli aiuti sociali e contro una soluzione in senso europeo della crisi, ed è considerato da più parti responsabile per il crollo elettorale del suo partito.

Il secondo motivo per il quale l’attuale coalizione è irripetibile va ricercato nel calo di consensi che la stessa CDU sta registrando in questi ultimi mesi. L’inatteso risultato della votazione svoltasi nella più importante regione tedesca ha reso evidente come la maggior parte dei cittadini tedeschi non credano più ad un approccio alla crisi fatto di sola austerity, esigendo misure volte alla crescita. Fino a questo momento, la Merkel non sembra avere colto il messaggio, e continua testardamente nella sua battaglia contro l’assunzione di una responsabilità comune da parte dei paesi dell’Unione. Tuttavia, nonostante questo netto calo di voti, la CDU conserva un peso elettorale che la rende ancora una protagonista indiscussa della vita politca.

Hannelore Kraft, volto nuovo dell’ SPD (Socialisti), ha ben presente questa situazione, e mentre si gode gli ultimi successi nelle elezioni regionali guarda con occhio attento i numeri della CDU. Non è mistero infatti di come una larga parte del partito socialista punti alla formazione, dopo le elezioni del 2013, di una grande coalizione con il partito del cancelliere uscente, nella quale verrebbe ad assumere una posizione di forte maggioranza. Non è un caso che l’ex ministro degli esteri Fisher abbia rilasciato un’intervista al Corriere, nel corso della quale auspica proprio questa soluzione come ideale. Certo va detto che questa prospettiva sarebbe rovesciata se la CDU andasse incontro ad un disastro, scendendo sotto il 30% e se, al tempo stesso, la SPD riuscisse ad ottenere il 40% dei consensi (come già avvenuto in Nord Reno Westfalia). In questo caso, la SPD andrebbe quasi sicuramente a formare una coalizione con i Verdi, ritenuti il partner ideale per una coalizione più orientata a “sinistra”.

In questo senso, ci si aspetta che la Linke perda definitivamente il ruolo importante che ha sempre svolto nella scena della sinistra tedesca. Anche nei paesi dell’ex Germania Est, dove è sempre stata forte, sta venendo ormai rimpiazzata dal Partito dei Pirati: la sua impostazione retrograda e la passata affiliazione di molti dei suoi membri nella SED, partito responsabile della costruzione del muro, la rende ormai poco appettibile nei confronti dell’elettorato giovane e deluso, che invece sta venendo abilmente intercettato dai Pirati. Essi sono la vera incognita delle prossime elezioni. Nessuno vuole coalizzarsi con loro a causa della poca affidabilità che viene in loro riposta, ma non è escluso che, in caso di un risultato esorbitante, possano risultare appetibili per rinforzare eventuali coalizioni.

Queste sono le indicazioni che la vita politica tedesca contemporanea ci sta offrendo, ma non bisogna dimenticare il periodo di grande instabilità economica e sociale che stiamo attraversando, nel quale l’elettorato è largamente influenzabile. Dunque è opportuno analizzare questi dati con grande cautela, e tenere l’evolversi della situazione sotto un costante controllo.

In questo post trovate un’analisi degli ultimi sondaggi (21/07/2012): https://riccardomotti.wordpress.com/2012/07/21/elezioni-2013-in-germania-gli-ultimi-sondaggi/

Riccardo Motti

In alto a sinistra Guido Westerwelle, copyright moorklecks.de. In alto a destra Angela Merkel, copyright blog.panorama.it. In basso a sinistra Hannelore Kraft, copyright it.paperblog.com. In basso a destra: pirati, copyright zeusnews.it

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Advertisements