Tag Archives: amministrazione cittadina

SPD in caduta libera

Un sondaggio rivela: a Berlino il partito del sindaco è ora sotto la CDU

Il 27 Luglio sono stati resi noti i risultati dell’ultimo sondaggio elettorale compiuto dall’istituto Forsa, che ha chiesto a 1000 cittadini quale partito avrebbero votato se il giorno successivo ci fossero state le elezioni del parlamento di Berlino. A meno di clamorosi sconvolgimenti esse non si svolgeranno prima dell’autunno 2016, in ogni caso è interessante osservare questi dati per capire il clima politico che si respira in città negli ultimi tempi.

Il risultato mostra come, per la prima volta dal 2009, la CDU sia il partito in cima alle preferenze dei berlinesi (26%), superando di un punto l’SPD (25%) del sindaco Wowereit.  Quest’ultimo ha dunque perso più di 3 punti percentuali rispetto alle elezioni dell’anno scorso, mentre l’unione Cristianodemocratica ne ha guadagnati circa 2,5. Come si spiega questo risultato? In primo luogo, non possiamo dimenticare lo scandalo del nuovo aeroporto Willy Brandt (BER), che avrebbe dovuto essere operativo già a partire da Giugno. La cronaca ci spiega come, dopo il fallimento di alcune importanti prove antincendio ed un generale ritardo nei lavori, quello che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione cittadina rischia di non aprire prima del 2013. Questo disastro, oltre a costare centinaia di migliaia di Euro all’amministrazione, è costato caro anche a livello di consenso popolare. Ovviamente l’elettorato cittadino non ha preso per niente bene l’impressionante susseguirsi di scandali, dimissioni e notizie contrastanti rispetto al Willy Brandt, situazione che ha visto la capitale coprirsi di ridicolo davanti all’intera nazione, che già da tempo non vede di buon occhio gli ingenti fondi stanziati dal governo federale per i progetti di sviluppo cittadini.

 Inoltre, l’SPD sta perdendo la presa che ha sempre avuto nei confronti della media borghesia e dei lavoratori. Le politiche sempre più aggressive che l’amministrazione Wowereit sta mettendo in pratica da tempo (vedi il progetto Mediaspree), così come lo scarso rispetto dimostrato nei confronti degli abitanti meno abbienti nell’ambito del processo di gentrificazione hanno sicuramente inimicato al sindaco quello “zoccolo duro” di berlinesi che avevano sempre considerato l’SPD un partito capace di tutelare i propri interessi.

A livello politico, infine, sembra che la criticata scelta di formare una “grande coalizione” cittadina con la CDU dopo le ultime elezioni non stia pagando affatto. L’anno scorso il sindaco, d’accordo con il suo partito, decise infatti di rinunciare alla storica alleanza con la Linke, indebolita dal voto, e di non coalizzarsi con i Verdi, che avevano raccolto un grande numero di consensi grazie alle battaglie messe in atto contro l’energia atomica e contro il progetto di ampliamento dell’autostrada A100. Proprio il veto del partito ecologista rispetto al passaggio dell’autostrada in zone centrali della città ha convinto Wovereit ad accettare una coalizione con la CDU. Tuttavia, i numeri dicono che la stragrande maggioranza dei berlinesi era d’accordo con Verdi, Linke e Pirati (partiti contrari al progetto): tagliando fuori questa richiesta proveniente dal basso, il sindaco si è reso protagonista di un atto ideologico che non è piaciuto a molti.

Quello che il sondaggio conferma, infatti, è che le forze di opposizione si sono rinforzate o sono rimaste stabili: i Verdi si attestano su un ottimo 18%, la Linke è al 10% ed i Pirati aumentano ulteriormente i consensi arrivando ad un clamoroso 13%. La buona notizia è che l’NPD (neofascisti) non va oltre il 2%, restando ben lontano dalla soglia del 5% necessaria per l’ingresso in parlamento. Se si votasse oggi, le sorti del governo cittadino sarebbero dunque rovesciate. Tuttavia, non bisogna dimenticare come Wowereit abbia sempre mostrato un buon fiuto politico, che gli ha permesso di riguadagnare consensi in seguito a momenti difficili. Vedremo se anche stavolta riuscirà a far virare gli umori della folla a proprio favore, anche se stavolta l’impresa sembra veramente ardua.

Riccardo Motti

In alto a sinistra: i risultati del sondaggio, copyright berlinerzeitung.de; al centro: il sindaco Wowereit, riproduzione riservata. In basso a sinistra: il risultato elettorale dei Pirati nel 2011, diviso per quartieri, copyright piratenpartei.de

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Un sorriso da Kottbusser Tor

Gli abitanti reagiscono all’aumento degli affitti che mette a rischio il loto futuro

Alle 16, ora di inizio della manifestazione, i partecipanti sono poche decine. Poi, dopo qualche minuto, comincia un flusso costante di persone che si piazzano davanti al banchetto-presidio che da diverse settimane è stato montato a Kottbusser Tor, in segno di protesta contro l’aumento spropositato degli affitti registrato negli ultimi mesi in quella zona.

Sono proprio gli abitanti degli edifici circostanti ad animare la piazza con la loro presenza: donne e bambini di origine turca, famiglie tedesche e molti giovani cominciano ad aggregarsi e ad estrarre le armi che hanno scelto per far pervenire il loto messaggio il più lontano possibile, cioè fischietti, padelle, piatti, trombe e qualsiasi tipo di percussione che risulti molesta per l’udito. “Lärmdemo”, “dimostrazione – baccano” è appunto il nome scelto dagli organizzatori per denominare l’ evento, che non è un caso isolato ma è il sesto corteo di questo tipo che è stato visto sfilare per le vie della città. Appena il numero dei partecipanti è stato sufficiente (circa 600), si è partiti in direzione Hermannplatz, sotto gli occhi curiosi dei passanti ed abitanti che si sporgevano dalle finestre per assistere all’inconsueto spettacolo. All’inizio il corteo è vittima di un’ allegra anarchia, causata dal fatto che la stragrande maggioranza dei partecipanti non aveva chiaramente alcuna esperienza antecedente di attivismo politico. Le varie parti di cui il corteo è composto si fermano, si rincorrono, quasi si urtano sotto gli occhi esterrefatti dei poliziotti, che non sono riusciti a trattenere le risate: tuttavia, grazie al duro lavoro degli “stewards”, alla fine si è dato vita ad una testuggine perfetta, che ha conferito alla manifestazione un’aria professionale e vagamente inquietante, vista la quantità di attrezzi potenzialmente contundenti che venivano battuti su piatti e coperchi da robuste massaie turche.

Una volta percorso Kottbusser Damm si è dunque giunti ad Hermannplatz, prontamente circumnavigata dal rumoroso corteo che si è mosso nuovamente in direzione Kottbusser Tor. A onore dei manifestanti va detto che qui in Germania non mi è mai capitato di assistere ad una manifestazione nel corso della quale i partecipanti siano stati così intraprendenti come quelli di ieri. Ragazzi, donne e bambini hanno scandito slogan (il più inflazionato: HOP HOP HOP, Mieten Stopp!!!) senza sosta, conferendo all’evento una sorta di tragica epicità che si è resa ancora più evidente quando un trombettiere si è unito al corteo. Ritornati infine nell’amata Kotti, i manifestanti hanno ulteriormente alzato il volume dei loro cori, per poi sedarsi una volta giunti davanti al banchetto-presidio nel quale era appostato un bizzarro bardo, che ha deliziato il pubblico con canzoni di attivisti politici irlandesi (sic!) ed improbabili versioni di classici della musica d’oltreoceano (tra cui Ghost Riders in the Sky e Imagine), riadattate per l’occasione.

Scherzi a parte, la situazione non è delle più rosee. L’aumento ingiustificato degli affitti negli edifici che circondano Kottbusser Tor, in gran parte abitato da famiglie disagiate che sopravvivono grazie agli aiuti sociali, rischia di causare un piccolo esodo degli inquilini, che saranno costretti a trasferirsi in zone periferiche della città nell’ambito del processo di centrificazione di cui ho già parlato qui e qui. Queste persone hanno visto la ditta che gestisce i loro appartamenti prima ristrutturare parzialmente le facciate ed i servizi degli edifici in cui vivono, poi aumentare esponenzialmente gli affitti su base mensile. Questo modus operandi è disumano. Se da una parte è vero che l’area di Kottbusser Tor necessita un serio processo di ristrutturazione e riqualificazione, è altrettanto vero che non si possono trattare le famiglie che da decenni abitano in quella zona come merce, sgraditi esempi di un passato (ed un presente) socialmente difficile che si vuole a tutti i costi nascondere. A mio avviso è commovente la civiltà di queste persone, che nonostante rischino seriamente di essere messe sulla strada dalla vergognosa amministrazione cittadina si mobilitano con coscienza di causa e rispetto, informano la popolazione sulla loro situazione (che ritengono giustamente simbolo di ciò che sta accadendo da tempo in tutta Berlino) e, nonostante tutto, riescono ancora a  regalarci un sorriso.

Riccardo Motti

Qui trovate tutte le immagini relative alla manifestazione di ieri

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Spreeufer für alle!

Berlino fa sentire la propria voce contro il progetto Mediaspree

Non è mistero il fatto che Berlino stia subendo un profondo mutamento, che col passare degli anni si fa sempre più profondo e le cui tempistiche si stanno notevolmente riducendo. Abbiamo già avuto modo di parlare di come il processo di centrificazione stia cambiando radicalmente il volto della città, e abbiamo testimoniato lo sdegno che esso suscita in certi strati della società civile non sono disposti a tollerare il suo costo sociale, considerato troppo elevato. Uno spirito analogo ha mosso la manifestazione che si è svolta ieri (14 Luglio), all’insegna dello slogan “Rive della Sprea per tutti”.

La data scelta per l’evento non è casuale: esattamente quattro anni fa si è svolta un’affollata assemblea cittadina, che a grande maggioranza (87%) ha votato contro il progetto Mediaspree. Si tratta di un progetto, fortemente voluto dall’amministrazione Wowereit, che prevede un profondo rinnovamento delle rive della Sprea in corrispondenza ai quartieri di Friedrichshain a Nord e Kreuzberg a Sud, occupate da vecchie zone industriali abbandonate, scali navali in disuso e fabbriche abbandonate. Il fatto che questa zona di Berlino abbia bisogno di un lavoro di ristrutturazione è fuori discussione, perchè in effetti sarebbe un delitto lasciare inutilizzato un simile spazio a cavallo tra due quartieri fondamentali per la vita cittadina. Tuttavia, ciò non significa che l’amministrazione cittadina possa arrogarsi il diritto di decidere in base a mere ragioni economiche, ignorando le proposte che erano arrivate dal popolo.

Lungi dall’essere simbolo di un movimento retrogrado contro il cambiamento in quanto tale, quell’assemblea cittadina aveva presentato idee ben precise rispetto a come utilizzare questi spazi. Si era parlato soprattutto della costruzione di case popolari, per contrastare il dramma dell’aumento degli affitti e della serie di problemi sociali collegati a questo fenomeno (sfratti di inquilini, sgombri di edifici occupati eccetera), oltre alla proposta di impedire la costruzione di nuovi ponti transitabili con le automobili sulla Sprea. Tuttavia l’amministrazione Wowereit è rimasta volutamente sorda davanti a queste voci, e ha preferito andare avanti con un progetto che prevede un mutamento della skyline della città in senso marcatamente occidentale, concedendo al consumismo più sfrenato un nuovo luogo dove piantare i propri vessilli. Sulla riva di Kreuzberg sono in costruzione nuovi hotel, e a Warschauerstrasse è stato progettato un grande centro commerciale in stile americano che dovrebbe affiancare la O2 Arena, un moderno mostro architettonico che risulta un doloroso estraneo nella spendida vista che si gode dal ponte. Nella zona di Treptow sono in costruzione una serie di appartamenti di lusso, mentre una nuova torre a marchio Daimler (produttore tedesco di auto e mezzi di trasporto militari e civili) sorgerà sempre nei pressi della O2 Arena. E’ un processo apparentemente inarrestabile, che si estende anche oltre le rive della Sprea: ieri ad esempio non potevo credere ai miei occhi passando davanti a Revalstrasse. Quella che fino all’anno scorso era un grande spazio occupato in cui sorgevano progetti abitativi e club è stato trasformato in una sorta di parco giochi per turisti, con tanto di Lounge Bar e fast-food.

Io capisco che la città sia in espansione e che stia puntando a diventare un punto di riferimento economico per tutta l’Europa, ma mi chiedo se questo sia il modo giusto di trattare ciò che, in fin dei conti, è quella peculiarità che negli anni ha reso la città appetibile a tutti coloro che hanno scelto di farne la propria città. Siamo sicuri che renderla simile ad una qualsiasi capitale mondiale non contribuisca invece a segnarne un precoce declino? Non è mistero che questa città non possa assolutamente competere dal punto di vista economico con altri capitali europee come Londra o Parigi: che senso ha cercare a tutti i costi di renderla ciò che non è?

Questo è, in definitiva, il messaggio che i manifestanti hanno voluto lanciare alla cittadinanza. Forse è arrivato troppo tardi, forse il processo non può essere arrestato e saremo costretti a vedere la trasformazione della città da capitale dell’autonomia politica e della sperimentazione sociale ad anonimo centro commerciale: ci adatteremo, sopravviveremo. In ogni caso, fa piacere sapere che qualcuno ha ancora voglia di fare sentire la propria voce di protesta.

Riccardo Motti

In alto a sinistra: il flyer della manifestazione; al centro: il sindaco Wowereit, riproduzione riservata; in basso a sinistra la manifestazione di ieri. Qui potete vedere tutte le foto.

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