Nessuno è al sicuro

Il decalssamento di Moody’s come monito alla Germania

Abbiamo avuto modo di ripeterlo più volte, nelle settimane scorse: il considerare la Germania come un porto sicuro, nel quale ripararsi dal mare in tempesta della finanza mondiale, è quantomento fuorviante.

E’ notizia di oggi come Moody’s, una delle più importanti agenzie di rating mondiali, abbia lanciato un chiaro messaggio a tutto il sistema finanziario tedesco. La DekaBank, la DZ Bank, la LBBW e Helaba hanno subito un calo di rating di un punto, così come la filiale tedesca dell’italiana Unicredit. La NordLB ha visto il suo rating abbassarsi di due punti, ed anche la Commerzbank, secondo istituto di credito tedesco, ha subito un calo di rating pari ad un punto. Cosa significano questi dati?

Le agenzie di rating sono istituzioni internazionali che hanno il compito di valutare l’affidabilità di credito di ditte private, banche e Stati. In sostanza, esse esprimono un giudizio sulla possibilità concreta che queste entità economiche riescano, una volta ottenuti dei crediti, a ripagare il proprio debito. Ovviamente, questo giudizio si ripercuote materialmente sull’istituzione interessata, perchè se ad essa vine concesso un rating elevato, potrà richiedere denaro in prestito ad un tasso poco elevato, mentre se il rating è negativo il tasso di interesse applicato al denaro preso in prestito sarà più elevato, in nome del rischio (ipotetico) che l’ente che ha ricevuto denaro non riesca a pagare i suoi creditori.

A questo punto, è evidente il potere che queste agenzie di rating possiedono nei confronti dei destini finanziari degli enti oggetto della loro valutazione: ad esempio, un repentino cambio di giudizio sulle possibilità di uno Stato di ripagare i suoi debiti nei confronti dei cittadini (che vengono contratti attraverso l’emissione di titoli di Stato) può portare un’intera nazione sull’orlo della bancarotta. Se a questo si aggiunge il fatto che queste agenzie non sono tenute a rendere noti i meccanismi attraverso i quali i rating vengono calcolati, si capisce perchè qualcuno abbia insinuato che esse abbiano avuto un ruolo decisivo nell’affondare la fiducia degli investitori, nell’ambito della crisi internazionale che stiamo vivendo. Tuttavia, a mio parere, le agenzie non possono essere ritenute responsabili dell’attuale situazione: se un organismo non è sano, non si può accusare il medico che constata la malattia di esserne causa.

Sta di fatto che, anche in certi ambienti della finanza tedesca, è molto comodo sottovalutare questo importante segnale sullo stato della finanza nazionale, magari in nome del suddetto sospetto di cui le agenzie di rating sono vittima. Questo declassamento, la cui entità potrebbe tra l’altro crescere in un futuro non lontano secondo quanto affermato dalle stesse agenzie, rende evidente quella che è una verità di fatto: la finanza tedesca non può resistere in maniera autarchica, ma è indissolubilmente legata al destino economico degli altri Stati dell’Unione Europea.

E se perfino il Presidente americano Obama è arrivato a bacchettare pubblicamente l’Europa, nell’ambito di un’intrusione ufficiale nelle faccende d’oltreoceano che non fa certo parte della prassi politica a stelle e striscie, questo significa che l’entità della crisi della moneta unica spaventa anche i mercati finanziari mondiali, i quali non si sentono giustamente al riparo dalle conseguenze di una crisi di sistema dalla quale nessuno si può sentire veramente al sicuro.

Riccardo Motti

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