La fine del rigore?

Dopo Sarkozy, anche la Merkel incassa una pesante sconfitta elettorale

E’ un tracollo senza precedenti, per di più inatteso. Le elezioni che si sono svolte ieri nel Nord Reno Westfalia, il Land più popoloso della Germania e cuore del sistema di produzione industriale tedesco, hanno emesso due verdetti molto importanti per quella che sarà la vita politica futura della Germania e dell’Europa.

Il primo verdetto è che la CDU, partito della cancelliera Angela Merkel, ha raccolto il peggior risultato elettorale dal 1947 (29%), segno di una forte disaffezione dell’elettorato nei suoi confronti. Il secondo è che la Linke (2,5%), rimasta fuori dal parlamento regionale, continua a rimanere un partito poco amato nelle regioni della Germania occidentale, incapace di intercettare il malcontento dei cittadini a scapito del Piraten Partei (7,5%), che conquista l’ingresso nel quarto parlamento regionale e si conferma una realtà politica sempre più affermata nello scenario politico tedesco. Ovviamente il vero vincitore di questa importante tornata elettorale è la SPD, che con un clamoroso 39% si conferma il partito più in forma, capace di presentare un candidato forte alle prossime elezioni nazionali.

In ogni caso, il messaggio che gli elettori hanno dato al governo è chiarissimo: la politica di rigore voluta fortemente dalla Merkel non piace più nemmeno ai suoi cittadini, che sembrano aver capito come la crescita sia decisiva per poter costruire un futuro sostenibile per l’Unione Europea e la Germania. D’altronde stiamo parlando di un paese che basa la sua forte economia sull’esportazione, dunque è interesse dell’industria tedesca che i consumi non continuino ad avere quella pesante flessione che si è osservata nei mesi scorsi, causato anche dal pacchetto di politiche di rigore imposto dal duo Sarkozy-Merkel: il primo ha già pagato il prezzo politico di questa decisione, la seconda rischia di seguirlo. Sembra che in Europa abbia cominciato a soffiare un vento che gonfia le vele dei partiti socialisti e di protesta, che hanno criticato le scelte di estremo rigore volute dalle destre e hanno saputo cavalcare il risentimento che ha attraversato la società in seguito all’impoverimento generale che la crisi ha causato. In questo senso, è possibile che alle prossime elezioni qui in Germania (Settembre 2013) si osservi una vittoria dell’SPD, che possa riavvicinare Francia e Germania nell’ambito di una politica europea volta a favorire la crescita dei consumi e dell’economia reale in generale.

Come ho già avuto modo di affermare, ritengo che il destino di questo nuovo modo di affrontare la crisi sia decisivo per il futuro politico dell’Europa. Se le misure di crescita dovessero infatti fallire, potrebbero ritornare in auge quei partiti di estrema destra il cui peso elettorale sta crescendo, assieme alla rabbia dei cittadini per l’incapacità, da parte della politica tradizionale, di venire incontro alle proprie richieste. La situazione è molto delicata, la violenza politicamente orientata è in aumento in Italia, in Germania ed in Grecia: nei prossimi mesi sapremo se le democrazie europee sapranno dare una risposta credibile, diversa dall’austerity, a chi soffia sul fuoco sperando in un ulteriore espandersi della rabbia strisciante tra tutti gli strati della società, soprattutto tra quelli che sono stati colpiti più duramente dalla crisi prima, e dalla sua “soluzione” poi. I cittadini hanno dato il loro chiaro messaggio al potere, vedremo se quest’ultimo farà orecchie da mercante o saprà intercettare positivamente le loro richieste.

Riccardo Motti

In alto a sinistra: risultati elettoriali, copyright piratenpartei.de; Al centro Angela Merkel, copyright ilgiorno.it; In basso a sinistra scontri di piazza in Grecia

Questo articolo è stato pubblicato in prima pagina da http://www.paperblog.it in data 15 maggio 2012 nella sezione Politica internazionale

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2 thoughts on “La fine del rigore?

  1. Baruffa says:

    Ottimo articolo, fa davvero riflettere.
    Angela Merkel è stato il simbolo del potere politico tedesco negli ultimi anni (o almeno di quelli che mi ricordo io, anche se sono molto giovane) e mi ha sempre dato un forte senso di stabilità e controllo.
    Ora che c’è sfiducia anche in lei, si può trovare qualcuno che non barcolli davanti ad una crisi così grande senza utilizzare la medesima linea di rigore della Merkel stessa?

  2. Riccardo Motti says:

    Grazie per il tuo commento!
    Effettivamente la Merkel ha dato un senso di stabilità e controllo alla maggioranza dei tedeschi fin dal 2005, quando è stata eletta cancelliera nella grande coalizione con l’SPD di Schröder. Quella maturata ieri è la più clamorosa batosta elettorale che abbia mai subito, e questo significa che il clima è cambiato anche qui in Germania. Anche i tedeschi hanno capito i limiti della politca del rigore, la quale impedisce una crescita dell’economia reale che possa causare un aumento dei consumi, fondamentale per il più grande esportatore d’Europa. In ogni caso, la situazione può cambiare nuovamente prima che ci siano le elezioni, quindi è ancora troppo presto per ipotizzare scenari politici futuri. Sta di fatto che l’austerity incassa un altro colpo, e sembra che l’Europa stia virando verso il modo di affrontare la crisi di cui parla Hollande in Francia. Vedremo se si dimostrerà efficace.

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